(Tempo di lettura 3minuti)La maschera da snorkeling con la valvola Charlotte realizzata dalla Isinnova di Brescia
Broken Nature, la mostra al centro della XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, curata da Paola Antonelli, si è svolta a Milano, dal 1 marzo al 1 settembre dello scorso anno. Si trattava di una mostra molto bella e molto ampia accompagnata da un passa parola entusiastico che invitava ad andarla a vedere. A distanza di un anno e in un contesto molto diverso, può essere utile verificare la validità delle premesse poste alla sua base e l’attualità dei contenuti presentati.
(Tempo di lettura 3minuti)Lorenzo Gatti-Trofeo Cornice Bianca-2002-Acrilico su legno e cerniere di ottone-150x80x12- Foto di Mauro Ghiglione 2020
In un’intervista apparsa il 2
aprile sul Corriere della Sera, l’arch. Renzo
Piano ha affermato: “Soffro al pensiero che tutto quello che ho costruito è
vuoto”. Purtroppo, non sono solo gli edifici che portano la sua firma ad avere
subito questo destino. Sono vuoti anche tutti gli spazi realizzati per ospitare
grandi numeri di persone: fiere, università, musei, stadi, assieme agli uffici
di grandi e piccole aziende. Le città oggi sono deserte e potrebbero apparire,
a un osservatore alieno, le vestigia di una civiltà scomparsa, come le piramidi
egizie o incas. Per questo motivo, anche se il presidente della Triennale di Milano l’arch. Stefano Boeri
ci ricorda che “è sempre pericoloso affidarsi eccessivamente alla
contemporaneità perché si rischia di annebbiare il nostro sguardo”, avvertiamo
la necessità di avere risposta a alcune questioni che bussano alla nostra mente.
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.OkNoPrivacy policy